Ceramica Raku

Tecnica ceramica raku: i segreti e le varianti della lavorazione


La ceramica raku è un'antica tecnica di lavorazione e cottura giapponese che a partire dagli anni '60 è stata profondamente modificata e reinventata attraverso la sperimentazione alternativa di artisti ceramisti occidentali.

Paul Soldner, ceramista americano ha profondamente trasformato la tradizionale tecnica orientale introducendo delle varianti sperimentali che hanno contaminato nel tempo tutto l'occidente.


La ceramica raku giapponese: origine e tradizione


La ceramica raku affonda le sue radici nella cultura e nella tradizione giapponese.

E' una lavorazione artistica che risale al XVI secolo, anticamente utilizzata per la realizzazione di oggetti per la cerimonia del tè, vassoi, tazze, ciotole e teiere.

La tecnica tradizionale si ispira alla filosofia zen, che esalta la semplicità e bellezza delle piccole cose.

Le ceramiche vengono estratte dal forno ad una temperatura tra i 750°C e i 950 °C e lasciate raffreddare all'aria aperta.

Un rito particolare e complesso in cui la gestualità assume una valenza fondamentale: nascono manufatti dalle forme semplici e imperfette, affascinanti pezzi unici, mai ripetibili, creazioni molto ricercate e pregiate.


La tecnica raku oggi



La cottura raku ha un fascino spettacolare, magico e coinvolgente.

La particolarità che differenzia questa stravagante tecnica ceramica da quelle tradizionali consiste in un processo di cottura in un forno raku a gas con un'improvvisa estrazione dei pezzi allo stato incandescente.

Per proteggersi dall'elevato calore e il rischio di ustioni si utilizzano speciali pinze, guanti e occhiali protettivi.


Gli oggetti in ceramica raku si realizzano con una tipologia di argilla molto resistente agli shock termici, una terra refrattaria ricca di chamotte e sabbia, in grado di sopportare improvvisi sbalzi di temperatura.


Gli oggetti artigianali vengono cotti in un forno raku, solitamente posizionato in ambiente esterno, estratti dal forno roventi, allo stato incandescente a 980 °C e sottoposti al processo di riduzione all'interno di contenitori con materiale combustibile (segatura, foglie secche, carta).


Il contatto dei pezzi caldi con la segatura provoca l'accensione del fuoco con riduzione di ossigeno: si formano particolari lustri e brillanti riflessi negli smalti che contengono ossidi metallici e crepe con trame nere craquelé di grande effetto.




Riflessi metallici e cavillatura, rendono la tecnica raku estremamente originale,


stravolgendo il metodo classico orientale.


Le parti non smaltate in terracotta, assorbono il fumo attraverso i pori dell'argilla e subiscono un annerimento, con sfumature dal grigio chiaro al nero profondo.

Terminato il processo di riduzione, i pezzi in ceramica vengono immersi nell'acqua e puliti a mano dalla patina di fuliggine che li riveste.



L’unicità del raku - ceramica pregiata


La ceramica raku vanta il pregio dell'unicità dei pezzi, in quanto c'è sempre una certa componente di imprevedibile nel risultato finale.

I colori in riduzione cambiano e si trasformano in modo sempre differente, il fumo non disegnerà mai le stesse trame, lo stesso labirinto.

Estrarre un oggetto incandescente e affumicarlo è sempre una sorpresa.

E' solo alla fine di tutto il processo, quando i pezzi vengono lavati con l'acqua che si svelano i colori e la magia del raku.

Ogni creazione è unica, ogni oggetto ha una sua storia, è irripetibile, è perfetta imperfezione.


Simona Frigerio - Ceramica raku gioielli

E' con questa particolarissima tecnica ormai famosa in tutto il mondo, che Simona Frigerio inizia la sua ricerca espressiva una quindicina di anni fa.

La primissima sperimentazione inizia con smalti raku e gioielli, da cui nascono interessanti e insolite collezioni.

Solo in un secondo momento esplode la passione per oggetti e sculture di grandi dimensioni che si accostano alla produzione di gioielli raku.